Principi Nobili

I Principi Nobili
di
Socialisarte

Attenzione al vissuto di ciascuno.

Non significa psicologizzare la situazione che gestisce impelagandosi in questioni complicate fuori dalla sua portata e competenze, ma semplicemente fare attenzione che il singolo e il gruppo ricavi una soddisfazione effettiva dall’esperienza che sta svolgendo.

Organizzazione dell’attività in modo che ciascuno si senta “all’altezza”, “si senta capace”; ovvero realizzi un “vissuto di adeguatezza”. Non si pensi che si debba svolgere solamente esperienze facili. La facilità raramente è educativa. Lo è molto di più la fatica. Dobbiamo cimentarsi in situazioni faticose, fino ad arrivare al limite delle proprie possibilità. La lotta col proprio limite è formativa delle proprie potenzialità; e dà soddisfazione. Questa lotta, però, deve portare ad un risultato tangibile; quel risultato fa sentire di “essere all’altezza della situazione”

Tangibilità delle conquiste.

La conquista, ovvero il risultato della propria azione deve essere concreto. Questo non significa che non ci possano essere obiettivi e risultati differiti che si ottengono solamente dopo lunghi tempi di applicazione. Però “ogni pasto deve essere goduto dal proprio stomaco e non solamente nella testa del cuoco”…

Il senso dell’errore

Revisione del concetto di errore. Quando uno si applica con impegno non fa errori; fa quello che gli riesce.

Ricerca dei “puntizero”

In ogni gruppo ci sono diverse abilità. Com’è possibile che ciascuno possa sentirsi all’altezza della situazione? Bisogna acquisire una certa dimestichezza con l’invenzione dei “puntizero”, ovvero punti di applicazione nei quali anche il meno abile ottiene un risultato (modalità che abbiamo chiamato anche Obliquità). Naturalmente questo non significa che tutti debbano applicarsi nel puntozero; in contemporanea possiamo avere un puntozero ed un puntodieci; ed altri intermedi. Se un bambino si applica con impegno in un puntozero sente il valore della propria azione. Il problema è il giudizio…….

Sensibilità alla straordinarietà

Ciascuno di noi che non sia stato mortificato, tende alla straordinarietà di sé; è un fatto umano, esistenziale, che interessa tutti. Se il conduttore dell’attività riesce a vedere la straordinarietà che vive l’altro, può rispettarla e considerarla con simpatia.

Guida elegante

Fortunati i bambini che hanno come istruttore un adulto che cura di certe raffinatezze. Non c’è un elenco; c’è un genere. Mi riferisco a quelle che, se un bambino le impara, vivrà meglio e farà vivere meglio. Ogni adulto che ha di fronte dei bambini, è un modello nei loro confronti…